Buongiorno e benritrovati,

Giugno, tempo di bilanci e di rinnovo o di ristrutturazione degli affidamenti.
Siamo a circa metà dell’anno ed è tempo di bilanci in tutti i sensi, bilanci sull’andamento del primo semestre e deposito dei bilanci per chi non l’avesse ancora fatto.
Da luglio in poi generalmente è anche il periodo dei rinnovi degli affidamenti con possibile richiesta di variazioni.
Molti Imprenditori temono questo periodo, il rinnovo degli affidamenti è vitale e a volte il loro ampliamento o ristrutturazione necessario, le risorse finanziarie sono ormai per la maggior parte delle PMI una materia prima imprescindibile.
Pensarci all’ultimo momento spesso si rivela tardivo e obbliga gli Imprenditori a veri equilibrismi per far quadrare le risorse finanziarie per portare a termine gli impegni o per acquisire nuova clientela e ordini.
E’ possibile prevenire tutto ciò e presentarsi con bilanci e conti coerenti con le aspettative del mondo finanziario per ottenere quello di cui realmente l’azienda necessità?
Non solo è possibile, diremmo assolutamente necessario. Il controllo dei flussi finanziari e del rating, come di tutti i parametri che lo compongono è una necessità assoluta e vitale.
Le Grandi Imprese e l’Industria si avvalgono di CFO che sovrintendono e governano questi aspetti, le PMI debbono scegliere, o barcamenarsi col rischio di naufragio, o, a seconda del caso, dotarsi di un CFO in Temporary Management o affidarsi a un Consulente attrezzato, che risolva loro definitivamente il problema a costi accessibili e ammortizzabili.
A voi la scelta, i tempi sono maturi.

Mi auguro spendiate qualche minuto di pausa per curiosare e magari lasciarci un feedback!

Grazie, Marco Simontacchi

Opportunità del mese:

Corso di Leadership Coopetitiva – si terrà in sede nei giorni 27 giugno e 4 luglio p.v.
Parte l’edizione n. 1 di Leadership Coopetitiva dopo la prototipazione, e solo per questa prima edizione si è deciso di promuoverla a € 150,oo per partecipante invece di€ 750,oo per le due giornate.
Una occasione da cogliere al volo.
Leadership Evoluta: dal sistema competitivo al mondo coopetitivo
L’interdipendenza positiva è un elemento essenziale della cooperazione e nasce quando una persona percepisce di essere vincolata ad altre per il perseguimento di un proprio obiettivo.
Per vivere in questa società bisogna essere in grado di adattarsi velocemente al cambiamento e rendersi conto del fatto che gli uomini sono legati l’un l’altro ormai a livello planetario. Troppo spesso a livello di percezione soggettiva ci si comporta ancora in modo individualistico ed in modo competitivo, mentre buona parte delle situazioni che viviamo ogni giorno possono essere affrontate solo in modo cooperativo.
Per non farsi fagocitare da una società sempre più complessa è importante arrivare a comprendere a livello soggettivo la situazione di interdipendenza planetaria che si sta vivendo e comportarsi di conseguenza.
Obiettivi
Qualsivoglia persona non può più accontentarsi di raggiungere obiettivi minimi nell’apprendimento e nella relazione; essa deve arrivare a sviluppare al massimo le proprie doti. Ognuno ha margini di miglioramento, ognuno ha la propria zona di sviluppo prossimale, ognuno cioè ha la possibilità di sviluppare al massimo le proprie qualità grazie all’intervento collaborativo degli altri. L’interdipendenza positiva, su cui si fonda il gruppo di cooperazione, ha nella interazione efficace fra i membri un suo punto cruciale. Perché tra i membri di un gruppo possa instaurarsi una corretta relazione è necessario sviluppare in essi una serie di competenze che, con l’esercizio, possono essere apprese anche in età adulta.

Contenuti

Verranno agite le teorie sulla cooperazione interna e competizione esterna (coopetizione), sviluppando le competenze sociali necessarie e i modelli conseguenti.

Partecipanti

Manager, Imprenditori e Team Leader che intendano approcciare con maggiori probabilità di successo la creazione di gruppi di lavoro cooperativi.

Durata
Il corso è previsto su un minimo di 16 ore.

Crisi aziendale: Risanare una azienda
Il turnaround è un piano di risanamento aziendale in caso di difficoltà, si tratta, in pratica, di una ristrutturazione aziendale che avviene in tre fasi:
  1. si determinano le cause che hanno portato alla crisi;
  2. poi si individuano le strategie per recuperare la redditività aziendale;
  3. si garantiscono i flussi finanziari necessari alla gestione della tesoreria

Vediamo le procedure da seguire in caso di crisi, quindi come individuare le soluzioni per ripristinare gli equilibri economici e finanziari generando i presupposti per la continuità aziendale.

Crisi aziendale
La vita di una azienda è normalmente scandita da periodi di crescita e declino, per parlare di crisi è invece necessario individuare un fenomeno caratterizzato da cause ed effetti, quali un trend negativo, una forte instabilità, risultati economici negativi e crisi di liquidità con casi di insolvenza. Fattori produttivi scarsi rispetto alla media del mercato possono scatenare una crisi d’azienda. Ciò può dipendere da obsolescenza della tecnologia, risorse umane inefficienti, strategie di mercato inefficaci, oppure la contrazione della domanda.

Piano industriale
Utilizzato dal management per illustrare strategie competitive, azioni per il raggiungimento degli obiettivi, evoluzione dei coefficienti e dei risultati attesi, nelle aziende in crisi diviene particolarmente importante poiché permette di dimostrare come si intende superare la crisi d’azienda in atto. Il piano aiuta a mantere la razionalità e la logica necessaria, tracciando le linee guida per il risanamento globale dell’impresa: occorre quindi mappare le cause della crisi, fissare gli obiettivi a breve termine che si intendono raggiungere, il percorso da seguire farlo e le soluzioni operative da adottare per ripristinare gli equilibri economico-finanziari. Il piano deve essere presentato a tutti gli attori e in particolare:

  • banche per scongiurare il rischio di una revoca delle linee di credito di azioni di recupero forzoso;
  • fornitori per non perdere le materie prime necessarie e ottenere dilazioni di pagamento;
  • dipendenti per giustificare i tagli e richiedere maggiori sacrifici.
Piano di risanamento aziendale

Nella parte introduttiva si fa cenno della storia dell’impresa: nello story-telling si evidenziano i punti di forza dell’azienda su cui far leva per il risanamento. Nell’analisi dell’ambiente esterno tocca tutti i fattori esogeni all’azienda e che ne condizionano l’andamento. Vengono utilizzate diverse tecnologie sia di risk management che di analisi dei parametri del rating e dei flussi finanziari. L’obiettivo è capire come tali variabili, interagendo tra di loro, agiscano sul futuro dell’impresa e individuare le opportunità che possono essere colte per superare la crisi: dimensioni del mercato e tasso di crescita, concorrenza, potenziali acquirenti, innovazione del prodotto, analisi per la riduzione dei costi e buona reputazione del brand.

Turnaround
La crisi d’azienda evidenzia un sensibile divario tra le performance economico-finanziarie effettivamente prodotte dall’impresa e quelle attese. Tale divario tende via via ad ampliarsi. Per contenerlo si può intervenire con un turnaround, programmando e agendo azioni nel medio e nel lungo periodo.
Fondamentali sarà stabilire e monitorare gli indici di turnaround che manifestino la solidità dell’Impresa nel percorso migliorando sino all’eccellenza la possibilità di solvibilità dell’Azienda e nel contempo abbattendo il rischio di default.

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