L’Inganno del Talento: Come evitare di assumere un collaboratore tossico.

Ieri sera, a cena con un partner dello Studio, tra un piatto e l’altro, abbiamo finito per parlare di una cosa che capita in tutte le realtà che crescono: le persone sbagliate. Ci siamo ricordati di quei collaboratori, apparentemente strategici, che in questi sette anni sono passati dall’essere semplicemente inefficienti a veri e propri disastri, capaci di creare danni concreti.

E il pensiero che è emerso forte e chiaro è stato questo: all’inizio, sembravano tutti perfetti. È incredibilmente difficile capire subito la vera natura di una persona, specialmente se è brava a recitare la parte, a mostrare una maschera di competenza e affidabilità impeccabile. Eppure, come in una qualsiasi relazione tossica, i segnali d’allarme, le famose red flag, ci sono sempre. Magari sono sottili, un vago senso di fastidio dopo una conversazione, una battuta che suona strana, la tendenza a buttare la responsabilità sugli altri con eleganza. Ma ci sono.

Il problema è che noi, spesso, non vogliamo vederli. I nostri pregiudizi cognitivi ci portano a vedere la persona che desideriamo ci sia davanti, non quella che è realmente. Cerchiamo disperatamente le conferme che abbiamo fatto la scelta giusta, magari perché il curriculum era brillante, e allo stesso tempo sminuiamo ogni campanello d’allarme come un semplice malinteso. Vediamo il potenziale, il “diverrà bravo”, e non la realtà del presente.

Dopo aver perso tempo, soldi e, cosa ancor più preziosa, un po’ della nostra credibilità, abbiamo capito che la soluzione non è diventare cinici o sospettosi di tutti. La soluzione è molto più semplice e intelligente: farsi aiutare da uno sguardo esterno. Affidare la valutazione dei candidati a una persona preparata che non sia coinvolta emotivamente, che non senta la pressione di dover coprire quel ruolo, e che possa guardare la situazione con il distacco necessario. Questa persona, un recruiter o un consulente serio, ha gli strumenti per fare le domande giuste, per notare le incongruenze che a noi sfuggono, per valutare il carattere e non solo le skills tecniche.

Alla fine della fiera, è un investimento che fa risparmiare molto più di quanto costi. Mi piacerebbe sapere se è una storia che suona familiare anche a te. Ti è mai capitato di renderti conto troppo tardi di aver accolto nel tuo team una persona sbagliata? Qual era quel segnale che, ripensandoci, avresti dovuto notare? E, soprattutto, come fai oggi a tutelarti per non ripetere lo stesso errore? Raccontarmi la tua esperienza sarebbe davvero prezioso.

Articolo di Marco Simontacchi

12/11/2025